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In viaggio con la luce. Ciclo di incontri

Eventi gratuiti presentando il biglietto di ingresso al Museo interattivo, fino ad esaurimento posti disponibili


A partire da sabato 5 dicembre, Infini.to – Planetario di Torino, Museo dell'Astronomia e dello Spazio ospita il ciclo di incontri “In viaggio con la luce” dedicati alla chiusura dell'Anno Internazionale della luce.

Il 2015 è stato proclamato dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite “Anno Internazionale della luce e delle tecnologie basate sulla luce (IYL2015)”, con lo scopo di sensibilizzare la società su quanto la luce sia essenziale come fonte di energia, per lo sviluppo dell’istruzione, nelle telecomunicazioni, nella salute e nell’agricoltura e - di conseguenza - per promuovere la ricerca in materia di nuove tecnologie.
Il viaggio a Infini.to parte dalla domanda più semplice: “Che cos'è la luce?”, per scoprire quanta importanza essa abbia per la vita sulla Terra ma non sia sufficiente ad assicurarne la stabilità (anno della luce e non solo).
Si termina, tornando alle origini, indagando “La prima luce dell'Universo”, la radiazione emessa nei primi momenti di vita del Cosmo.
Gli incontri si svolgono nella suggestiva cornice del Planetario digitale, la cui tecnologia permette di dare vita a scenari immersivi e di condurre il pubblico a toccare con mano fenomeni molto distanti.

PROGRAMMA
Sabato 5 dicembre, ore 17.30
FIAT Lux: che cos’è la luce?”, conferenza a cura del prof. Giorgio Palumbo (Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica-Bologna; parte dell’Istituto Nazionale di Astrofisica)

Dove e come si genera la luce. I colori della luce. Vedere l’invisibile. L’importanza della luce per la comprensione del mondo. Quando è apparsa la prima luce. La luce: strumento essenziale per studiare l’Universo.

Sabato 12 dicembre, ore 17.30
2015: anno della luce e non solo”, conferenza a cura del prof.ssa Patrizia Caraveo (Università degli studi di Pavia)

Per l’ONU, il 2015 è sia l’anno internazionale della luce sponsorizzato dall’UNESCO, sia l’anno internazionale del suolo, sponsorizzato dalla FAO. La scelta della Nazioni Unite ci invita a riflettere su due tematiche apparentemente lontane, ma ugualmente importanti per l’evoluzione dell’umanità. La luce è energia, è scienza, è arte ma, da sola, non basta a sostenere la vita. Per trasformare anidride carbonica e acqua in zucchero e ossigeno ci vuole la fotosintesi, un tocco magico che hanno solo le alghe e le piante che crescono su ogni tipo di terreno. E’ dal suolo (oltre che dal mare) che tutta la popolazione della terra trae nutrimento e sappiamo bene che, quando il suolo è degradato, la salute di tutti viene messa in pericolo. Solo conoscendo e rispettando il suolo si potrà nutrire il pianeta e prevenire le catastrofi naturali.

Sabato 19 dicembre, ore 17.30
La prima luce dell’Universo”, conferenza a cura del prof. Marco Bersanelli (professore ordinario di Astronomia e Astrofisica e direttore della Scuola di Dottorato in Fisica, Astrofisica e Fisica Applicata presso l’Università degli Studi di Milano)

Esistono due tipi di luce nell’Universo: la luce generata da tutte le sorgenti nell’Universo e la luce primordiale generata dall’Universo stesso nei primi momenti della sua esistenza, circa 14 miliardi di anni fa. Quest’ultima – nota come “Fondo Cosmico di Microonde” (Cosmic Microwave Background, CMB) – è stata scoperta casualmente 50 anni fa, e da allora è diventata una straordinaria fonte di informazione per i cosmologi. Recentemente la missione spaziale Planck dell’Agenzia Spaziale Europea ha realizzato una mappa della CMB sull’intero cielo con precisione senza precedenti. I dati raccolti dal satellite Planck e da altri esperimenti mostrano in grande dettaglio le perturbazioni primordiali che hanno agito come semi gravitazionali per la formazione delle strutture cosmiche, fino a evolvere nell’Universo attuale ricco di complessità. La statistica della distribuzione della CMB, sia in intensità che in polarizzazione, ci consente di misurare con precisione la composizione, il tasso di espansione, la geometria e l’età dell’Universo, nonché di verificare la fisica alle energie estreme che corrispondono a una piccolissima frazione di secondo dopo il Big Bang.