Gruppi di lavoro


Sezione dedicata ai gruppi di lavoro dell'ANMS

Gruppo di Lavoro Educazione nei Musei Scientifici (GEMS)

Il Gruppo GEMS nasce dalla necessità di promuovere attivamente, nell’ambito dell’Associazione, ricerche, confronti, discussioni e sperimentazioni sulle attività educative nei musei ANMS.
Il Gruppo di lavoro ha come obiettivi:

  • condividere le ricerche già in corso ed attivarne di nuove;
  • costituire un data base degli operatori museali e delle sperimentazioni educative;
  • favorire lo scambio e la condivisione delle esperienze;
  • organizzare annualmente almeno un incontro dedicato specificamente al tema educativo;
  • far circolare informazioni, bibliografie, occasioni di aggiornamento, ecc.;
  • attivare esperienze di formazione (auto-formazione e formazione professionale di operatori per l’educazione museale), anche stabilendo contatti e partnership con altre Istituzioni pubbliche e private, Università ed Enti di formazione.

Il gruppo di lavoro effettua incontri (workshop, convegni, tavoli di confronto, ecc.), scambi di informazioni in rete, brevi rendiconti nella rivista e sul sito web dell’Associazione e durante gli incontri congressuali, incluse le assemblee.

I nominativi e le email del gruppo GEMS sono i seguenti, in ordine
alfabetico:

Blasetti Alessandro (Museo delle Scienze, Università di Camerino)
alessandro.blasetti@unicam.it

Borzatti Antonio (Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, Livorno)
a.borzatti@provincia.livorno.it

Celi Monica (Museo di Storia Naturale ed Archeologia di Montebelluna)
direttore@museomontebelluna.it

Margnelli Nicola (MYOSOTIS – Servizi educativi e culturali museali c/o Museo Civico di Zoologia, Roma)
nicolamargnelli@gmail.com

Miglietta Annamaria (Museo di Biologia Marina "Pietro Parenzan" dell'Università del Salento, Lecce)
anna.miglietta@unisalento.it

Montenegro Enza (Sistema Museale d'Ateneo, Bari) -
montenegrovincenza@gmail.com

 

Scarica le linee guida  - Scarica la Bibliografia - Scarica info sui workshop GEMS

Gruppo di Lavoro Restituzione di resti scheletrici umani


A seguito della richiesta, presentata al Governo Italiano (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) da parte del Governo Australiano, di restituzione di alcuni reperti scheletrici umani provenienti dal territorio Australiano e presenti nella Sezione di Antropologia ed Etnologia del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, il Presidente del Museo di Storia Naturale ha provveduto, con delibera del Consiglio Scientifico del Museo, alla nomina di una commissione nazionale di consulenti di qualificata esperienza e competenza con lo scopo di occuparsi delle problematiche scientifiche legate a suddetta richiesta.

Tale commissione è stata costituita dopo consultazioni e su indicazioni dei Consigli Direttivi delle due associazioni scientifiche nazionali che sono state identificate come referenti, e cioè l’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) e l’Associazione Antropologica Italiana (AAI).

La commissione è così composta:

  • Fausto Barbagli, Museo di Storia Naturale, Università di Firenze
  • Giulio Barsanti, Università di Firenze
  • Alfredo Coppa, “La Sapienza”, Università di Roma
  • Giacomo Giacobini, Presidente ANMS, Università di Torino
  • Giorgio Manzi, Direttore Museo di Antropologia “G. Sergi”, “La Sapienza”, Università di Roma
  • Jacopo Moggi Cecchi, Università di Firenze, e membro Consiglio Direttivo AAI
  • Davide Pettener, Presidente AAI, Università di Bologna
  • Giovanni Pinna, già Direttore del Museo di Storia Naturale, Milano
  • Giovanni Pratesi, Presidente Museo di Storia Naturale, Università di Firenze
  • Monica Zavattaro, resp. Sez. Antropologia ed Etnologia, Museo di Storia Naturale, Università di Firenze.

La commissione ha tenuto un primo incontro in data14 settembre 2010 presso la Sezione di Antropologia e di Etnologia, Museo di Storia Naturale, Università di Firenze. All’incontro erano presenti: Fausto Barbagli, Giulio Barsanti, Giacomo Giacobini, Giorgio Manzi, Jacopo Moggi Cecchi, Giovanni Pinna, Giovanni Pratesi, Monica Zavattaro. Assenti giustificati Alfredo Coppa e Davide Pettener.
Presidente della commissione è stato nominato il Prof. Giovanni Pinna e segretario il Prof. Jacopo Moggi Cecchi.
Al termine dei lavori la commissione ha predisposto un documento ( Scarica il pdf) che vuole rappresentare un primo passo in un processo che mira all’apertura di un confronto costruttivo fra le varie parti coinvolte, ed in particolare con le comunità indigene australiane per una corretta interpretazione e valorizzazione di tali collezioni e del loro significato.
La commissione ha dato mandato al Presidente del Museo di Storia Naturale dell’ Università di Firenze di fare pervenire tale documento agli organi ministeriali competenti in materia, nei tempi e nei modi che riterrà opportuni.
 

Gruppo di Lavoro Rapporto con i Pubblici e Audience Development (MeAD)


mead@anms.it

Il Gruppo MeAD, che si è costituito all’interno di ANMS nel 2017, è nato dalla necessità di promuovere attivamente nell’ambito dell’Associazione il processo di costruzione, miglioramento e diffusione delle pratiche di Audience Development (AD). Il Gruppo intende l’AD non solo come strumento di incremento dei pubblici, ma come processo di engagement e partecipazione al valore e alle politiche socio-culturali dei musei, in completa sintonia con il Manifesto Culturale dell’ANMS.

Con queste finalità, il Gruppo ha lanciato un’indagine conoscitiva online sulle differenti applicazioni di questo strumento culturale. 

Gli obiettivi del gruppo di lavoro sono:

• partecipare al dibattito e alla costruzione condivisa, in costante evoluzione, della definizione di AD, confrontandosi con le altre istituzioni e realtà museali, nazionali ed internazionali;

• promuovere la raccolta di “buone pratiche” all’interno di ANMS invitando gli interessati a compilare il questionario al link: https://tinyurl.com/vfb7prq;

• diffondere le “buone pratiche” di AD emergenti dalle varie realtà museali, scientifiche e non, in ambito nazionale ed internazionale;

• raccogliere, analizzare e diffondere dati, attraverso differenti strumenti, su esperienze, pratiche e temi relativi all’AD;

• condividere bibliografia, opportunità di aggiornamento e documenti relativi ai temi dell’AD

ll Gruppo di lavoro effettua incontri periodici e scambi di informazioni tramite rete, oltre a riunirsi e a fornire brevi relazioni di lavoro nella rivista e nelle occasioni congressuali e nelle assemblee di ANMS.

I componenti del Gruppo MeAD sono i seguenti, in ordine alfabetico con le relative mail:

Bertacchini Milena (Museo GEMMA, Università di Modena e Reggio Emilia) – milena.bertacchini@unimore.it

Blasetti Alessandro (Sistema Museale d’Ateneo, Museo delle Scienze Università di Camerino) - alessandro.blasetti@unicam.it

Campanini Riccardo (Musei Civici di Reggio Emilia) - riccardo.campanini@comune.re.it

Cangelosi Antonio (naturalista freelance) – antonio.cangelosi@tiscali.it

Carpino Serafina (Museo di Scienze Planetarie Fondazione ParSeC Prato) -carpino@fondazioneparsec.it

Facchino Elena (Museo Paleontologico di Montevarchi) - direzione@accademiadelpoggio.it

Forti Gianluca (Museo del Fiore) – museo.fiore@comuneacquapendente.it

Magrassi Matricardi Anna Letizia (Museo di Archeologia, Sistema Museale d’Ateneo Pavia) - annaletizia.magrassi@unipv.it

Margnelli Nicola (S.C.S. MYOSOTIS Ambiente, Roma) - nicolamargnelli@gmail.com

Matarazzo Paola (Dipartimento di Biologia, Università di Padova) - paola.matarazzo@unipd.it

Signore Grazia Maria (MUSA - Museo Storico-Archeologico, Università del Salento Lecce) - graziamaria.signore@unisalento.it

 

Gruppo di Lavoro Restauro nei musei scientifici


Motivazioni
Con il definitivo inserimento dei beni del patrimonio naturalistico scientifico e tecnologico nelnovero dei beni culturali (articoli 10 e 11 del DL 42/2004), qualsiasi intervento di manutenzione e restauro che si renda necessario per la conservazione delle collezioni museali storiche pubbliche eprivate, qualora dichiarate di interesse culturale, deve essere effettuato da professionisti con qualifica di Restauratore di beni culturali nello specifico settore di appartenenza del bene (articoli 29 e 182 del decreto legislativo 42/2004).
Nell’elenco dei settori suddetti manca quello specifico per i beni naturalistici (zoologici, botanici, paleontologici, umani, mineralogici) e non è contemplata quindi una figura specializzata nel loro restauro. Al momento, l’indicazione ministeriale per la figura di restauratore che più si avvicina ai requisiti per ottenere dalle Soprintendenze il nullaosta a procedere con i restauri dei reperti naturalistici è quella di riferirsi alla categoria 6 “Materiali e manufatti tessili, organici e pelle”.
La Tabella di corrispondenza tra i settori di competenza per la qualifica di “Restauratore dei Beni Culturali” e i Percorsi Formativi Professionalizzanti (ai sensi del D.M. 87/2009) indica – per la categoria “Materiali e manufatti tessili, organici e pelle” – due opzioni: il PFP3 “materiali e manufatti tessili e in pelle”, e il PFP4 “materiali e manufatti ceramici, vitrei e organici. Materiali e manufatti in metallo e leghe”. Nei percorsi formativi attualmente attivi (PFP3 e PFP4), non sono previsti né insegnamenti specifici né attività di laboratorio di restauro su reperti museali naturalistici. Di fatto, in alcuni percorsi la parola “organici” del PFP4 non è mai citata nella descrizione delle attività di laboratorio e nei corsi teorici. Nel PFP3 la formazione è rivolta anche al restauro di tessuti e ai manufatti di cuoio; anche in questo caso però non sono previste attività specifiche nel settore zoologico-naturalistico, né in quelli anatomico umano e botanico.
Questo significa che il restauro di questa categoria di reperti – che costituisce gran parte delle collezioni storiche dei musei naturalistici di tutta Italia – attualmente potrebbe essere affidato solo a restauratori che hanno una formazione specifica ed esperienza in materiali e manufatti di tutt’altra natura.
La fase transitoria del processo di adeguamento normativo in questo settore ha visto l’attribuzione della qualifica di restauratore di beni culturali a professionisti in possesso di esperienza lavorativa certificata, qualifiche e titoli di studio specifici precedenti all’istituzione dei percorsi formativi previsti dal DL 42/2004. Di fatto, dal riconoscimento della qualifica sono stati esclusi quei professionisti che negli anni hanno collaborato con i musei per il restauro delle collezioni zoologiche e anatomiche, storiche e recenti, e hanno potuto incrementare la propria esperienza direttamente sul campo, ma non hanno nessuno dei titoli previsti proprio a causa della mancanza di una scuola specifica di formazione.
In assenza di questa figura professionale, i musei potrebbero avere difficoltà a gestire la ordinaria manutenzione e ad affidare in restauro le proprie collezioni storiche e recenti sia zoologiche naturalistiche sia anatomiche e anatomo-patologiche umane e animali, a personale qualificato e formato nei musei.
È compreso invece nell’elenco dei settori di specializzazione dei restauratori il settore n. 12 “Strumentazioni e strumenti scientifici e tecnici” e fra i percorsi formativi professionalizzanti è compreso il n. 6 “Strumenti scientifici e musicali”. Ciò nonostante, l’esiguità del numero dei restauratori qualificati per il settore 12, dei PFP6 attivati e in generale la carenza di competenze specifiche presso gli organi di vigilanza e tutela, rendono l’attività di conservazione e restauro critica e di difficile attuazione anche per questo settore.
Tali carenze e debolezze sono conseguenza e allo stesso tempo causa della percezione di minore valore culturale del patrimonio naturalistico, scientifico e tecnologico, e ne mettono a repentaglio la migliore conservazione. 

Organizzazione del lavoro
Il gruppo di lavoro si propone di affrontare i problemi sopra esposti individuando due fasi: 
• Nella prima fase, si affronterà lo studio dei problemi sollevati da questo vuoto legislativo come dalle debolezze citate e si raccoglieranno informazioni per una “mappatura” delle professionalità e delle criticità.
• Nella seconda fase si analizzeranno le possibili soluzioni tenendo conto dei diversi orizzonti temporali: nel lungo periodo per una soluzione organica e definitiva, ma anche nella gestione dei passaggi intermedi e nella ricerca di soluzioni fino da subito. 

Obbiettivi
Il gruppo di lavoro ha come obbiettivi:
• Far crescere la consapevolezza sia nelle università sia nelle altre istituzioni che conservano collezioni scientifiche/naturalistiche del valore culturale del patrimonio a loro affidato.
• Analizzare l’opportunità e la fattibilità dell’inserimento di categorie relative ai beni naturalistici tra quelle previste attualmente per le qualifiche dei restauratori.
• Analizzare l’opportunità e la fattibilità della creazione di un percorso formativo professionalizzante specifico per i beni naturalistici che possa avvalersi di figure professionali attive e con esperienza diretta nel settore.
• Valutare la possibilità e le modalità per il riconoscimento della qualifica delle professionalità esistenti che possano vantare una esperienza pluriennale nel restauro di reperti naturalistici, sia per le attività di restauro sia per la formazione dei nuovi restauratori.
• Promuovere la presenza di competenze specifiche collegate agli organi di tutela e coinvolte nella definizione dei processi volti alla salvaguardia dei beni.

Il gruppo di lavoro ha come coordinatrici Elena Bonaccorsi e Anna Giatti, di seguito l’elenco dei componenti con i recapiti:

Antonella Aquiloni (aaquiloni@inwind.it)

Fausto Barbagli (fausto.barbagli@unifi.it)

Elena Bonaccorsi (elena.bonaccorsi@unipi.it)

Marianna Cappellina (cappellina@museoscienza.it)

Elena Corradini (elena.corradini@unimore.it)

Antonietta Di Fabrizio (antoniettadifabrizio@virgilio.it)

Roberto Ferrari (r.ferrari@museogalileo.it)

Dalila Giacobbe (dalilagiacobbe@yahoo.it)

Anna Giatti (anna.giatti@gmail.com)

Annalisa Managlia (annalisa.managlia@unibo.it)

Salvo Restivo (salvorestivo@hotmail.it)

Sofia Talas (sofia.talas@pd.infn.it)

Gruppo di Lavoro Depositi


 
La costituzione di un Gruppo di Lavoro “Depositi” viene proposto al Consiglio Direttivo nel corso dell’Assemblea dei Soci del 29/04/2024, per attivare occasioni di discussione tra i soci ANMS e per confrontarsi con il gruppo depositi di ICOM Italia. Dopo vari scambi telematici, i membri del GdL si sono incontrati a Padova, nel corso del XXXIV Congresso ANMS, per condividere gli obiettivi da raggiungere e decidere le attività da intraprendere. 
 
I depositi non devono essere considerati semplici “magazzini”, perché assolvono ad una serie di funzioni che, partendo dalla corretta conservazione dei reperti, possa valorizzare anche le collezioni “nascoste” al pubblico. Per questo motivo il GdL ha adottato la definizione di deposito proposta da ICOM: “Il deposito è un luogo organizzato e ordinato, è parte integrante di un’istituzione culturale e della sua missione; è destinato a conservare, custodire e salvaguardare i beni culturali inventariati non esposti. Le aree e gli ambienti dei depositi sono attrezzati e dinamici, al fine di consentire la ricerca e lo studio delle collezioni, l’accessibilità e la circolarità, favorendo in tal modo la promozione di progetti espositivi, educativi e scambi culturali”.
 
Il GdL Depositi si pone come finalità l’elaborazione di linee guida per i soci che siano interessati a:
●      progettare un nuovo spazio da adibire a deposito delle collezioni non esposte;
●      migliorare le condizioni di un deposito già esistente;
●      programmare e realizzare spostamenti di reperti in/da depositi;
●      progettare l’apertura al pubblico degli spazi di deposito.
 
A tale fine, sono stati individuati alcuni punti di riferimento: 
●      le “Linee guida per l’individuazione, l’adeguamento, la progettazione e l’allestimento di depositi per il ricovero temporaneo di beni culturali mobili con annessi laboratori di restauro” del MIC - Direzione Generale Sicurezza Del Patrimonio Culturale; 
●      la documentazione sui depositi prodotta da ICOM International e ICOM Italia;  
●      i documenti della SPNHC relativi al Collection Storage, che riguardano in particolare le collezioni naturalistiche.
 
Per il raggiungimento degli obiettivi, il GdL ha ritenuto necessario partire dalla conoscenza dell’attuale “situazione depositi” nei musei naturalistici italiani attraverso un survey conoscitivo basato sulla distribuzione di un questionario online indirizzato ai musei associati. Il questionario sarà elaborato sul modello di quello distribuito da ICOM, ma incentrato sulle collezioni naturalistiche.
Una volta raccolti ed elaborati i dati, si potrà prevedere una seconda fase durante la quale elaborare un vademecum di buone pratiche che tengano conto anche delle normative vigenti.
Successivamente il GdL si propone di organizzare una giornata di studio dedicata al tema “depositi”, durante la quale esaminare i risultati dei questionari e individuare le necessità prioritarie dei musei. L’occasione può essere utile per prevedere, a chi ne faccia richiesta, l’attivazione di corsi di formazione sull’applicazione del Metodo Re-Org.
Un’ulteriore restituzione prevista è la pubblicazione di un volume sul tema dei depositi nei musei naturalistici in Italia.
 
I nominativi e le email del gruppo “Depositi” sono i seguenti (in ordine alfabetico):
Beltrame Tiziana (Università di Padova)
Bonesso Giorgia (consulente Museo Civico di Storia Naturale di Milano)
Caliaro Sonia (consulente Museo Civico di Storia Naturale di Milano)
Colpo Isabella (Centro di Ateneo per i Musei, Università di Padova)
Deflorian Maria Chiara (MUSE, Trento)
Del Favero Letizia (Museo della Natura e dell’Uomo, Università di Padova)
Di Fabrizio Antonietta (Museo Universitario di Chieti)
Fabi Chiara (Unità Musei Scientifici Milano)
Faccin Clara (Libera professionista, Vicenza)
Giovinazzo Caterina (Polo museale, Sapienza Università di Roma)
Guaschi Paolo (Museo Kosmos, Università di Pavia)
Marangoni Carla (già Museo Civico di Zoologia di Roma)
Maretti Stefano (Museo Kosmos, Università di Pavia)
Pesci Fabio (Museo Civico di Zoologia di Roma)
Restivo Salvatore (Museo della Natura e dell’Uomo, Università di Padova)
 
 
E’ stata scelta come coordinatrice del Gruppo Carla Marangoni.

Gruppo di Lavoro Accessibilità


accessibilita@anms.it

L’accessibilità rappresenta oggi una priorità imprescindibile per le istituzioni culturali, non solo in termini di adeguamento normativo, ma soprattutto come valore fondante di una cultura aperta, partecipativa e attenta alle diversità. In questo contesto, la creazione di un Gruppo di Lavoro specifico vuole favorire lo scambio di buone pratiche, la definizione di linee guida comuni e l’avvio di progetti collaborativi tra i soci.

Il Gruppo di Lavoro “Accessibilità” nei Musei Scientifici si pone i seguenti obiettivi da sviluppare nel triennio 2026 - 2029: 

1. Promuovere la cultura dell’accesso universale alla conoscenza scientifica e della valorizzazione delle differenze 

Diffondere il principio che l’accessibilità non è solo adeguamento normativo, ma parte integrante della missione culturale, educativa e sociale dei musei. A tale scopo, proporre occasioni di formazione e confronto e promuovere modalità di lavoro e buone pratiche, nell’ottica di sviluppare sempre di più contenuti scientifici ed esperienze museali accessibili al più ampio pubblico possibile, in modo che le diversità derivanti da età, abilità, condizioni socio-economiche, lingua o background culturale possano trovare rappresentazione e valorizzazione nei contesti museali.

2. Monitorare e valutare le pratiche di accessibilità

Proporre strumenti e metodologie per l’individuazione delle buone pratiche già in atto e dei possibili sviluppi futuri, individuando indicatori condivisi per valutare l’accessibilità dei musei scientifici e delle attività proposte e l’impatto delle azioni intraprese.

3. Sviluppare e aggiornare le competenze sul tema dell’accessibilità museale

Promuovere percorsi di formazione e aggiornamento dedicati al personale dei musei nei vari ambiti professionali per migliorare le competenze nella progettazione, valutazione e gestione accessibile di attività scientifiche, educative, piattaforme digitali, applicazioni e contenuti multimediali, in conformità agli standard di accessibilità previsti dalla normativa nazionale e internazionale.

4. Definire linee guida condivise per la progettazione di allestimenti accessibili

Sviluppare ed elaborare raccomandazioni e/o un documento condiviso di indirizzo destinato ai musei scientifici che possa essere di supporto, miglioramento e promozione prioritariamente nelle seguenti progettualità:

• ACCESSIBILITÀ FISICA DEGLI SPAZI MUSEALI, analizzando e proponendo soluzioni per eliminare o ridurre barriere architettoniche negli spazi espositivi, nei servizi e nei percorsi di visita;

• ACCESSIBILITÀ COGNITIVA E COMUNICATIVA, favorendo la comprensione dei contenuti scientifici attraverso l’utilizzo di linguaggi facili e chiari, strumenti multimediali, supporti visivi e modalità di mediazione inclusive; 

• ACCESSIBILITÀ SENSORIALE attraverso la co-progettazione di esperienze museali con persone con disabilità visive, uditive o sensoriali (audiodescrizioni, modelli tattili, sottotitoli, LIS/lingua dei segni, ecc.).

• ALTRE FORME DI ACCESSIBILITÀ, sperimentando e sviluppando soluzioni o progettualità che permettano di offrire esperienze di qualità a persone diverse.

5. Condividere buone pratiche tra musei scientifici

Creare uno spazio di confronto tra istituzioni per lo scambio di esperienze, strumenti, metodologie e progetti sull’accessibilità. Condividere documenti e bibliografia su accessibilità, progettazione inclusiva, mediazione scientifica e relazione con pubblici diversi

 

Coordinatori del Gruppo sono: 

Antonio Cangelosi (naturalista freelance) - antonio.cangelosi@tiscali.it

Elena Santi (Centro di Ateneo per i Musei Università di Padova) - elena.santi@unipd.it