Eventi


Sezione dedicata a mostre ed eventi organizzati segnalata dalla redazione di ANMS

Informazioni

  • Sabato 14 febbraio 2026 dalle ore 18 alle 21. Mostra visitabile fino al 6 aprile 2026
  • Palazzo delle Albere
  • MUSE Museo delle Scienze di Trento
San Valentino. Il tema dell’attrazione, tra arte e scienza

San Valentino. Il tema dell’attrazione, tra arte e scienza

San Valentino
Il tema dell'attrazione, tra arte e scienza
 
 
 
Sabato 14 febbraio 2026 | dalle 18 alle 21. Palazzo delle Albere 
 
Prenotazione su Ticketlandia. Attività a pagamento, 18+. 
 
Per tutte le persone, non solo coppie 
 
 
 
Visita alla mostra, dialogo tra arte e scienza, aperitivo,  
 
musica e letture a tema con Margherita de Pilati, curatrice del Mart, e Costantino Bonomi, botanico del MUSE 
 
 
 
 
 
In occasione di San Valentino, il MUSE in collaborazione con il Mart, propone un evento che intreccia arte, scienza e riflessione sui temi dell'attrazione e delle strategie riproduttive in natura. 
 
L'iniziativa nasce dal dialogo tra la mostra dedicata a Riccardo Schweizer - artista che ha fatto della figura femminile il tema predominante della propria opera, esplorando l'eros, il desiderio e la relazione amorosa come forze vitali e generative - e lo sguardo scientifico. Un terreno comune in cui estetica e biologia si incontrano. All'interno di Palazzo delle Albere si potrà visitare la mostra "Riccardo Schweizer. 100 anni di colore, forma e libertà" - in un confronto tra Margherita de Pilati, curatrice del Mart, e Costantino Bonomi, botanico del MUSE, tra suggestioni, dialoghi e contaminazioni tra arte e scienza.  A seguire, aperitivo, musica di sottofondo e libri a tema. L'iniziativa e dedicata a tutte le persone, non solo alle coppie. 
 
 
 
 
 
Al centro dell'iniziativa i fiori, simbolo per eccellenza dell'amore romantico nella ricorrenza di San Valentino. Il focus della presentazione scientifica sarà ciò che il fiore rappresenta dal punto di vista biologico, ossia l'apparato riproduttivo della pianta: un organo complesso, progettato dall'evoluzione per attrarre e favorire la riproduzione. Colori accesi, forme avvolgenti, profumi intensi e strutture esposte non sono semplici qualità estetiche, ma strategie precise di seduzione messe in atto dalle piante per attirare gli impollinatori.  
 
 
 
In botanica e in natura, l'eros non è metafora ma funzione vitale: senza attrazione non c'è riproduzione, senza relazione non c'è futuro.  
 
Una dinamica che sta alla base della teoria evoluzionistica di Darwin per la quale non sopravvive semplicemente chi è più forte, ma chi sa riprodursi meglio, chi riesce a trasmettere i propri geni alle generazioni future. Questa lettura restituisce dell'attrazione una visione meno antropocentrica, restituendola come principio universale che attraversa tutte le forme di vita. 
 
 
 
In questo gioco di attrazione, seduzione e forme che parlano al desiderio, il linguaggio della natura entra in risonanza con quello dell'arte di Riccardo Schweizer. Nei suoi dipinti e nelle sue sculture, il corpo femminile emerge come luogo simbolico dell'eros: forme generose, avvolgenti, talvolta esplicite, che non alludono soltanto alla sensualità, ma alla forza creativa dell'amore e alla sua capacità di generare vita, relazione e immaginazione. 
 
 
 
Come i fiori studiati dalla botanica, anche le figure femminili di Schweizer non sono mai passive: attraggono, comunicano, instaurano un dialogo con chi guarda. L'arte, al pari della natura, utilizza l'eros come linguaggio universale, capace di superare i confini culturali e di parlare direttamente ai sensi e all'emotività. 
 
 
 
 
 
Riccardo Schweizer. 100 anni di colore, forma e libertà 
 
Al secondo piano di Palazzo delle Albere il Mart omaggia Riccardo Schweizer, pittore, scultore, architetto e designer trentino che ha realizzato opere caratterizzate da colori vibranti e forme dinamiche. La mostra esplora il suo universo creativo attraverso un percorso tematico che evidenzia i diversi ambiti della sua produzione, mettendo in luce il suo contributo al panorama artistico del XX secolo e il suo legame con il territorio. Visitabile fino al 6 aprile.