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Sezione dedicata a mostre ed eventi organizzati segnalata dalla redazione di ANMS

Informazioni

  • Domenica 27 settembre 2026, dalle ore 10 alle 16:30
  • Giardino Botanico Alpino Viote, sul Monte Bondone
  • MUSE Museo delle Scienze di Trento
Sulle tracce dell’era glaciale: alla Viote torna l’Ice Age Europe Day

Sulle tracce dell’era glaciale: alla Viote torna l’Ice Age Europe Day

Sulle tracce dell'era glaciale: alle Viote torna
 
l'Ice Age Europe Day 
 
 
 
Domenica 27 settembre 2026, dalle 10 alle 16.30 al Giardino Botanico Alpino Viote,
 
sul Monte Bondone 
 
Ingresso gratuito al Giardino. Attività a pagamento: 3 euro 
 
 
 
 
 
La conca delle Viote del Monte Bondone offre oggi un ambiente naturale unico e protetto, frequentato in ogni stagione. Un ruolo che, in forme diverse, accompagna la storia di questo territorio da migliaia di anni: circa 13 mila anni fa, durante le belle stagioni dell'ultima era glaciale, un gruppo di cacciatori-raccoglitori frequentò infatti proprio la conca delle Viote, lasciando le tracce del proprio accampamento. È da questa storia che prende spunto la nona edizione dell'Ice Age Europe Day, in programma domenica 27 settembre al Giardino Botanico Alpino Viote, sul Monte Bondone. L'appuntamento, collegato al network europeo Ice Age Europe, quest'anno amplia la propria programmazione aggiungendo alle attività per le famiglie, in programma dalle 10 alle 16.30, un momento dedicato alla valorizzazione degli studi del MUSE sul Monte Bondone che, solo nel biennio 2022-2024, hanno portato all'individuazione di 29 aree archeologiche, restituendo strumenti in pietra, ceramiche e altri reperti.  L'iniziativa è realizzata in collaborazione con la Rete di Riserve Monte Bondone. 
 
 
 
 
 
Le attività per famiglie 
 
La giornata si svilupperà attraverso un percorso a tappe che accompagnerà il pubblico alla scoperta del Giardino Botanico e delle antenate e degli antenati paleolitici. Cinque tappe, cinque temi e cinque attività per conoscere, attraverso il gioco e la sperimentazione, la vita quotidiana preistorica e il territorio delle Viote del Monte Bondone, dove sono state individuate le tracce dei loro accampamenti. 
 
A rendere ancora più concreta l'esperienza sarà la presenza dell'archeologo Alessandro Potì, che proporrà attività dedicate alla scheggiatura della selce, all'immanicatura dei reperti litici, all'estrazione e all'intreccio delle fibre vegetali, all'impennaggio con catrame di betulla e alla lavorazione del legno.  
 
Insieme al gruppo di rievocatrici e rievocatori Gente del Fiume, con pellicce e tatuaggi antichi, queste attività permetteranno di ricreare alcuni momenti della vita quotidiana nel Paleolitico. 
 
 
 
La ricerca archeologica del MUSE sul Monte Bondone 
 
Le ricerche archeologiche del MUSE mostrano che l'uomo frequentava il Monte Bondone già decine di migliaia di anni fa.  
 
Le testimonianze più antiche risalgono al Paleolitico medio, l'epoca dei Neanderthal, e comprendono manufatti realizzati attraverso metodi di scheggiatura complessi, che testimoniano una conoscenza precisa della materia prima e delle sue modalità di lavorazione. 
 
Molto più tardi, durante il Paleolitico superiore dopo l'ultima grande glaciazione, la montagna continua a essere frequentata dai gruppi di cacciatori-raccoglitori che si muovono attraverso l'ambiente alpino, stagione dopo stagione. 
 
Per queste comunità le montagne non rappresentavano necessariamente una barriera. Erano, piuttosto, un territorio da conoscere e che offriva risorse preziose per la loro sopravvivenza. 
 
Lo testimoniano anche i frammenti di ceramica, databili tra l'antica età del Bronzo e l'età del Ferro, confrontabili con materiali provenienti da altri siti del Trentino e dell'arco alpino orientale e indicativi di contatti e spostamenti tra comunità. 
 
Significativa è anche la distribuzione dei reperti: alle quote più elevate prevalgono gli strumenti in pietra, potenzialmente legati alla caccia, al controllo del territorio e allo sfruttamento delle materie prime; più in basso, la presenza di ceramiche e strumenti diversi suggerisce invece soste e frequentazioni stagionali legate alla gestione dei pascoli e degli animali domestici. 
 
 
 
Un network europeo sulle tracce dell'epoca glaciale 
 
Fondato nel 2012, il network europeo Ice Age Europe riunisce realtà di diversi Paesi con l'obiettivo di valorizzare e far conoscere il patrimonio culturale legato all'epoca glaciale. Tra i membri figurano il Neanderthal Museum di Mettmann, in Germania, che custodisce il primo fossile di Neandertal mai ritrovato, e la Grotta di Fumane, in provincia di Verona, che conserva le più antiche testimonianze di arte parietale prodotta da Homo sapiens in Europa.