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Sezione dedicata alle pubblicazioni riguardanti l'ANMS
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Volume 19/2025 NUOVA SERIE

Volume: 19

Anno: 2025
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p. 1 /Indice

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Cari amici e lettori di Museologia Scientifica
Giacomo Giacobini

 
Cari amici e lettori di Museologia Scientifica

p. 3 /Cari amici e lettori di Museologia Scientifica

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Studio e revisione tassonomica della collezione malacologica del Comune di Messina: recupero e valorizzazione
Mauro Cavallaro, Filippo Spadola, Enzo Caruso, Alberto Villari

Riassunto

È stata recuperata una collezione malacologica di proprietà del Comune di Messina facente parte di un più ampio patrimonio malacologico che veniva esposto nell’ambito delle edizioni della Mostra Malacologica Messinese tenutesi all’inizio degli anni ’80 del secolo scorso presso i locali del mercato ittico della città. La collezione, in pessime condizioni, è stata recuperata grazie al Museo della Fauna e rappresenta un importante patrimonio culturale, scientifico e storico per la città di Messina.

Parole chiave
Comune di Messina, collezione malacologica, restauro.

 
Study and taxonomic review of the malacological collection of the Municipality of Messina: recovery and enhancement

Abstract

A malacological collection owned by the Municipality of Messina has been restored, part of a larger malacological heritage that was exhibited in the context of the editions of the Messina Malacological Exhibition held at the beginning of the 80s of the last century at the premises of the city’s fish market. The collection, in very poor condition, was recovered by to the Wildlife Museum of the University of Messina and represents an important cultural, scientific and historical heritage for the city of Messina.

Keywords
Municipality of Messina, malacological collection, restoration.

 

p. 5 /Studio e revisione tassonomica della collezione malacologica del Comune di Messina: recupero e valorizzazione

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Goodbye “Slender-billed”: the extinction of Numenius tenuirostris and the sample from the Antinori Collection in Perugia
Andrea Maria Paci, Stefano Laurenti, Mario Andreini, Carmine Romano, Sergio Gentili, Angelo Barili, Rubén Barone, Pietro Giovacchini, Angela Gaggi

Riassunto

On November 18th, 2024, the Slender-billed Curlew Numenius tenuirostris was declared globally extinct with a probability of 96,0%*. In presenting the specimen that belonged to the “Orazio & Raffaele Antinori” Collection of Perugia (Umbria, central Italy), still unknown to the scientific community, the contribution also introduces a brief focus on the dynamics of the species in Italy since the early 1960s.

Parole chiave
Slender-billed Curlew, Scolopacidae, Antinori Collection Perugia.

 
Addio “Beccosottile”: l’estinzione del Numenius tenuirostris e l’esemplare della Collezione Antinori a Perugia

Abstract

In data 18 novembre 2024, il Chiurlottello Numenius tenuirostris è stato dichiarato estinto a livello globale con probabilità del 96,0%*. Nel presentare l’esemplare appartenuto alla Collezione “Orazio e Raffaele Antinori” di Perugia (Umbria, Italia centrale), ancora sconosciuto alla comunità scientifica, il contributo introduce anche un sintetico focus sulle dinamiche della specie in Italia dall’inizio degli anni Sessanta del Novecento.

Keywords
Chiurlottello, Scolopacidae, Collezione Antinori Perugia.

 

p. 15 /Goodbye “Slender-billed”: the extinction of Numenius tenuirostris and the sample from the Antinori Collection in Perugia

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Il contributo scientifico di padre Eliseo della Concezione nella Regia Accademia degli Studi di Palermo
Aurelio Agliolo Gallitto

Riassunto

Nel 2025 ricorre il 300° anniversario della nascita di padre Eliseo della Concezione, docente di fisica sperimentale nella Regia Accademia degli Studi di Palermo. Per celebrare questo evento, la Biblioteca di Fisica e Chimica del Sistema Bibliotecario e Archivio Storico di Ateneo e il Dipartimento di Fisica e Chimica - Emilio Segrè hanno organizzato varie attività culturali. Nell’articolo, dopo una breve descrizione biografica di padre Eliseo della Concezione, sono presentate le attività svolte e discussi gli aspetti storico-didattici del lavoro di padre Eliseo nella Regia Accademia di Palermo alla fine del XVIII secolo.

Parole chiave
storia della fisica, Eliseo della Concezione, patrimonio scientifico e tecnologico, hands-on science.

 
The scientific contribution of Father Eliseo della Concezione in the Royal Academy of Studies of Palermo

Abstract

2025 marks the 300th birthday of Father Eliseo della Concezione, professor of experimental physics at the Royal Academy of Studies of Palermo. To celebrate this anniversary, the Physics and Chemistry Library of the University Library System and History Archive and the Department of Physics and Chemistry - Emilio Segrè have organized several cultural activities. In the article, after a brief biographical description of Father Eliseo della Concezione, I will present the activities carried out and discuss the historical and educational aspects of Father Eliseo’s work during his stay at the Royal Academy of Palermo at the end of 18th century.

Keywords
history of physics, Eliseo della Concezione, scientific and technological heritage, hands-on science.

 

p. 24 /Il contributo scientifico di padre Eliseo della Concezione nella Regia Accademia degli Studi di Palermo

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La misteriosa collezione tassidermica di padre J.B. Fourcault: svelato il segreto degli animali in bottiglia
Davide Persico, Maria Amarante, Alice Giovagnoni, Antonella Volta

Riassunto

Tra le collezioni del Museo di Storiografia Naturalistica dell’Università di Parma figura una piccola serie di esemplari tassidermici in ampolle di vetro, perfettamente conservati dopo quasi tre secoli. Questa collezione è ciò che rimane del Gabinetto ornitologico settecentesco di padre Jean Baptiste Fourcault, frate dell’Ordine dei Minimi che contribuì alla fondazione del Museo di Parma. Gli esemplari possiedono qualità intriganti che li rendono alquanto misteriosi. Furono creati utilizzando un metodo innovativo in cui gli animali tassidermizzati e i loro oggetti di accompagnamento venivano inseriti in ampolle di vetro attraverso fori di ingresso più piccoli delle loro dimensioni, quindi sigillate come capsule del tempo. Collezionisti e appassionati hanno a lungo cercato di svelare il segreto della loro creazione, ma senza successo. Moderne tecniche analitiche hanno ricostruito i materiali e i metodi utilizzati, svelando il mistero che padre Fourcault non rivelò mai a nessuno.

Parole chiave
J.B. Fourcault, collezione storica, valore museale, tassidermia, museo universitario, enigma.

 
Father J.B. Fourcault’s mysterious taxidermy collection: the secret of bottled animals revealed

Abstract

Among the collections at the University of Parma’s Museum of Naturalistic Historiography is a small series of taxidermy specimens in glass ampules, perfectly preserved after nearly three centuries. This collection is what remains of the 18th-century ornithological cabinet of Father Jean Baptiste Fourcault, a friar of the Minim Order who helped establish the Parma Museum. The specimens possess intriguing qualities that make them quite mysterious. They were created using an innovative method in which the taxidermized animals and their accompanying objects were inserted into glass vials through entry holes smaller than their size, then sealed like time capsules. Collectors and enthusiasts have long tried to uncover the secret of such a creation, but without success. Modern analytical techniques have reconstructed the materials and methods used, unraveling the mystery that Father Fourcault never revealed to anyone.

Keywords
J.B. Fourcault, historical collection, museum value, taxidermy, university museum, enigma.

 

p. 33 /La misteriosa collezione tassidermica di padre J.B. Fourcault: svelato il segreto degli animali in bottiglia

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Bolli e targhette metallici per l’esercizio e la sorveglianza delle caldaie e dei recipienti a vapore
Filippo Spadola, Raffaella Ventura

Riassunto

Il presente lavoro illustra i risultati dell’attività di ricerca e di catalogazione di contrassegni metallici per caldaie e recipienti a vapore, avviata dal fortuito ritrovamento di un tondello metallico sul quale era rappresentato lo stemma sabaudo. L’analisi è stata eseguita su reperti raccolti sul campo e sul web, con l’obiettivo di ricostruirne storia e significato culturale. Il testo classifica 165 bolli, di cui 150 singoli e 15 ancora fissati a targhette, suddividendoli in sei tipologie principali in base all’emblema di Stato, alla datazione e alle caratteristiche fisiche. Primo tipo (dal 1890), in rame, con stemma sabaudo; secondo tipo (1927-1929), il più raro, con stemma sabaudo e fascio littorio; terzo tipo (1929-1930), con stemma sabaudo fuso con il fascio littorio; quarto tipo (dopo il 1946), in rame più sottile, con l’emblema della Repubblica Italiana; quinto tipo (primi anni ’50), più spesso e pesante, con la sigla “A.N.C.C.” (Associazione Nazionale per il Controllo della Combustione); sesto tipo (anni ’70), in sottile lamina d’alluminio con sfondo nero. Lo studio sottolinea l’importanza di questi reperti come testimonianza delle trasformazioni sociali e politiche in Italia tra il XIX e il XX secolo, con particolare riguardo alla regolamentazione della sicurezza industriale. Gli autori ipotizzano infine che la coniazione dei bolli sia opera della Regia Zecca dello Stato.

Parole chiave
Associazione Nazionale per il Controllo della Combustione (A.N.C.C.), bolli, targhette, caldaie, recipienti a vapore, tassa, imposta.

 
Metal stamps and plates for the operation and supervision of boilers and steam vessels

Abstract

This study presents the results of research and cataloging of metallic seals for steam boilers and vessels, which began with the fortuitous discovery of a metal disc featuring the Savoy coat of arms. The analysis was performed on artifacts collected both in the field and online, with the goal of reconstructing their history and cultural significance. The text classifies 165 seals, 150 individual pieces and 15 still attached to their plates, dividing them into six main types based on the state emblem, dating, and physical characteristics. The first type (from 1890) is made of copper with the Savoy coat of arms; the second type (1927-1929) is the rarest, featuring the Savoy coat of arms and the fasces; the third type (1929-1930) has the Savoy coat of arms fused with the fasces; the fourth type (after 1946) is of thinner copper with the emblem of the Italian Republic; the fifth type (early 1950s) is thicker and heavier, with the acronym “A.N.C.C.” (Associazione Nazionale per il Controllo della Combustione); and the sixth type (1970s) is made of a thin aluminum sheet with a black background. The study highlights the importance of these artifacts as a testament to the social and political transformations in Italy between the 19th and 20th centuries, with particular reference to the regulation of industrial safety. The authors conclude by hypothesizing that the seals were minted by the Royal Mint of the State.

Keywords
National Association for Combustion Control (A.N.C.C.), stamps, plates, boilers, steam vessels, fee, tax.

 

p. 49 /Bolli e targhette metallici per l’esercizio e la sorveglianza delle caldaie e dei recipienti a vapore

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Four minor museums in Tuscany originated from correspondents of the “Inchiesta Ornitologica”
Filippo Ceccolini, Stefania Lotti

Riassunto

The present research deals with four minor museums in Tuscany which took their origin from private bird collections established in the second half of the 19th century and linked to the “Inchiesta Ornitologica” [Ornithological Inquiry] of Enrico Hillyer Giglioli: the Beni Collection (by Carlo Beni, from the district of Casentino, Arezzo), the Gragnani-Rontani Collection (by Raimondo Gragnani, from the district of Massaciuccoli, Lucca), the Lensi Collection (by Adolfo Lensi, from the district of Fucecchio, Firenze) and the Panciatichi Paulucci Collection (by Marianna Panciatichi Ximenes d’Aragona Paulucci, from the district of San Gimignano, Siena). The four collectors provided abundant information about their areas, later published in the “Resoconti” (a series of periodic reports which were compiled by all the correspondents). Considering their typically local peculiarity and thanks to their wide representativeness, these collections supply an exhaustive picture of the bird species present in the territories covered by these ornithologists at the end of the 19th century.

Parole chiave
Ornithological Inquiry, Beni Ornithological Collection, Gragnani-Rontani Ornithological Collection, Lensi Ornithological Collection, Panciatichi Paulucci Ornithological Collection.

 
I musei ornitologici toscani nati da collezioni di corrispondenti dell’Inchiesta Ornitologica

Abstract

Con il presente lavoro vengono illustrate le quattro realtà museali presenti in Toscana che si sono originate da collezioni ornitologiche private sorte nella seconda metà dell’Ottocento e allestite da personaggi legati all’Inchiesta Ornitologica di Enrico Hillyer Giglioli: la collezione Beni (di Carlo Beni, dal distretto del Casentino, Arezzo), la collezione Gragnani-Rontani (di Raimondo Gragnani, dal distretto di Massaciuccoli, Lucca), la collezione Lensi (di Adolfo Lensi, dal distretto di Fucecchio, Firenze) e la collezione Panciatichi Paulucci (di Marianna Panciatichi Ximenes d’Aragona Paulucci, dal distretto di San Gimignano, Siena). I quattro collezionisti raccolsero molte informazioni sui loro territori, in seguito pubblicate nei Resoconti (una serie di periodici compilati dai vari corrispondenti dell’Inchiesta). Dato il loro carattere prevalentemente locale e grazie alla loro ampia rappresentatività, queste collezioni forniscono un quadro esauriente delle specie ornitiche presenti alla fine del XIX secolo nei territori di azione di questi ornitologi.

Keywords
Inchiesta Ornitologica, Collezione Ornitologica Beni, Collezione Ornitologica Gragnani-Rontani, Collezione Ornitologica Lensi, Collezione Ornitologica Panciatichi Paulucci.

 

p. 65 /Four minor museums in Tuscany originated from correspondents of the “Inchiesta Ornitologica”

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Il sito minerario e l’allestimento museale di Ollomont (Valpelline, Valle d’Aosta, Italia)
Marco Di Perna, Gianluca Odetto, Gianni Maja, Annalaura Pistarino

Riassunto

Nell’ambito del programma Interreg Italia-Svizzera ALCOTRA 2014-2020 denominato MiMonVe “Le miniere intorno al Mont Vélan”, il Comune di Ollomont (Valpelline, Aosta) ha provveduto al recupero di parte della miniera dismessa di calcopirite attiva fra l’inizio del Settecento e il 1952, rendendola accessibile al pubblico. Si è lavorato per: mettere in sicurezza la galleria di Saint-Jean, riaprire il pozzo in località Balme, costruire un punto accoglienza in località Les Rey con un allestimento museale in cui sono state sviluppate tematiche connesse allo sfruttamento della miniera, con testi e immagini su pannelli in forex, esemplari mineralogici e petrografici, video, audio e approfondimenti accessibili mediante QR code. Nell’insieme il progetto MiMonVe ha contribuito a conservare la memoria del lavoro minerario a Ollomont, a tutelare la sua identità storica, a creare un percorso culturale e turistico tematico e a costituire un nuovo centro di documentazione su argomenti di carattere geo-mineralogico, minerario e di tecnologia metallurgica per scuole, visitatori e ricercatori.

Parole chiave
miniera dismessa, calcopirite, museo, percorso culturale, Ollomont, Valle d’Aosta.

 
The mining site and museum set up at Ollomont (Valpelline, Aosta Valley, Italy)

Abstract

As part of the Interreg Italy-Switzerland ALCOTRA 2014-2020 program called MiMonVe “The mines around Mont Vélan”, the Municipality of Ollomont (Valpelline, Aosta) recently restored part of the decommissioned chalcopyrite mines, that had been active between the early 18th century and 1952, making them accessible to the public. The Saint-Jean gallery was secured, at Balme the mine shaft was reopened and at the hamlet of Les Rey a new visitor reception was built hosting an exhibition of themes related to the mine exploitation including texts and images on forex panels, mineralogical and petrographic specimens, videos and audios with the option to access additional information via embedded QR codes. Overall, the MiMonVe project helped to preserve the memory of mining at Ollomont, to protect its historical identity, to create a themed cultural and tourist trail and to establish a new documentation center on geo-mineralogical, mining and metallurgical technology topics for schools, visitors and researchers.

Keywords
decommissioned mine, chalcopyrite, museum, cultural trail, Ollomont, Aosta Valley.

 

p. 75 /Il sito minerario e l’allestimento museale di Ollomont (Valpelline, Valle d’Aosta, Italia)

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Il Museo Paleoantropologico del Po di San Daniele Po (Cremona)
Simone Ravara

Riassunto

Il Museo Paleoantropologico di San Daniele Po è la casa di Pàus. Pàus è il soprannome del più importante fossile scoperto lungo le rive del Po: si tratta dell’osso frontale di un uomo di Neanderthal rinvenuto nei pressi della città di Cremona nel 2009. Nato nel 1998, questo Museo conserva fossili di mammalofaune risalenti alle ultime fasi del Pleistocene, in particolare animali di era glaciale: cervo gigante, mammut, alce, bisonte delle steppe e molti altri.

Parole chiave
fossili del fiume Po, museo paleoantropologico, Pleistocene, Lombardia, Neanderthal.

 
The Paleoanthropological Museum of the Po in San Daniele Po (Cremona)

Abstract

Paleoantropological museum of San Daniele Po is the home of Pàus. Pàus is the nickname of the most important fossil found along the banks of the Po: it is the frontal bone of a neanderthal man discovered near the city of Cremona in 2009. Born in 1998, this museum preserves mammal’s fossils dating back to the last stages of the Pleistocene, mostly animals of Ice Age Wurm: giant deer, mammoth, elk, steppe bison and many others.

Keywords
fossils of Po river, paleoanthropological museum, Pleistocene, Lombardy, Neanderthal.

 

p. 85 /Il Museo Paleoantropologico del Po di San Daniele Po (Cremona)

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Flood is in the air, or when metaphor becomes reality
Irina Podgorny

Riassunto

This essay examines three historical constellations in which natural history museums engaged—either by avoiding or by literally constructing—the metaphorical link to Noah’s Ark. First, it explores Richard Owen’s (1804–1892) mid-nineteenth-century plans for a metropolitan natural history museum in London. Second, it analyzes the post–World War II use of the ark as a metaphor for the natural history museum. Third, it considers creationist museums that abandon metaphor altogether, presenting the Biblical Flood as a historical reality and a foundational principle of Earth’s history. In particular, the essay compares creationist museums recently established in South America by the Seventh-day Adventist Church with two contemporary American venues: the Ark Encounter and the Creation Museum, both founded in the early twenty-first century in Kentucky, USA. Promoted by Young Earth creationists, these projects transform the ark-museum metaphor into a literal display affirming the historicity of the Book of Genesis.

Parole chiave
creationist museums in the Americas, ark-museum metaphor, Biblical Flood, Richard Owen.

 
Il Diluvio è nell’aria, ovvero quando la metafora diventa realtà

Abstract

Questo saggio presenta tre casi nella storia dei musei di storia naturale in cui i legami con l’arca di Noè sono stati o evitati o letteralmente costruiti: i progetti di Richard Owen (1804-1892) per un museo metropolitano di storia naturale nella Londra della metà del XIX secolo; l’uso, nel secondo dopoguerra, dell’arca come metafora per il museo di storia naturale; e, infine, i musei creazionisti dedicati all’arca (in cui la metafora viene abbandonata) e la realtà storica del Diluvio biblico come principio fondante della storia della Terra. In particolare, il saggio mette a confronto i musei creazionisti recentemente istituiti in Sud America dalla Chiesa Avventista del Settimo Giorno con due sedi statunitensi contemporanee: l’Ark Encounter e il Creation Museum, fondati all’inizio del XXI secolo nel Kentucky (USA), e promossi dai creazionisti della Terra Giovane, nei quali la metafora arca-museo diventa una rappresentazione letterale della storicità del Libro della Genesi.

Keywords
musei creazionisti nelle Americhe, metafora arca-museo, Diluvio biblico, Richard Owen.

 

p. 88 /Flood is in the air, or when metaphor becomes reality

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The Prehistoric Museum of Terra Amata (Nice, France), a medium for scientific and cultural dissemination
Bertrand Roussel, Jade Bolognesi, Jean-Marc Giaume

Riassunto

The Prehistoric Museum of Terra Amata (Nice, France) opened its doors on September 16, 1976, in the Port district in Nice. It is a “site museum” dedicated to presenting the Paleolithic deposit of Terra Amata. The museum illustrates the behavior and lifestyle of the earliest inhabitants of Nice within their environment, between 400,000 and 380,000 years ago. Located directly on the archaeological site, the Terra Amata Museum preserves the remains left by Homo heidelbergensis niçois around 400,000 years ago. Visitors can explore the behavior and ways of life of these humans, at once so close and yet so distant from us, who built huts on a beach and hunted elephants, deer, and rabbits. They also kindled fires at the center of their successive dwellings, thereby creating hearths that are among the earliest ever discovered worldwide. Since its opening, the Terra Amata Museum of Prehistory has played an active role in disseminating knowledge of Prehistory through a wide range of initiatives.

Parole chiave
museum, Lower Paleolithic, Terra Amata, Nice, scientific culture.

 
Il Museo di Preistoria di Terra Amata (Nizza, Francia), un mezzo di diffusione scientifica e culturale

Abstract

Il Museo di Preistoria di Terra Amata (Nizza, Francia) ha aperto le sue porte il 16 settembre 1976, nel quartiere del porto a Nizza. Si tratta di un “museo di sito” dedicato alla presentazione del deposito paleolitico di Terra Amata. Il Museo illustra il comportamento e lo stile di vita dei primi abitanti di Nizza nel loro ambiente, tra 400.000 e 380.000 anni fa. Situato direttamente sul sito archeologico, il Museo di Terra Amata conserva i resti lasciati dagli Homo heidelbergensis nizzardi circa 400.000 anni fa. I visitatori possono scoprire il comportamento e le modalità di vita di questi uomini, allo stesso tempo così vicini e così lontani da noi, che avevano costruito capanne su una spiaggia e cacciavano elefanti, cervi e conigli. Essi accendevano inoltre fuochi al centro delle loro abitazioni successive, creando così focolari che figurano tra i più antichi scoperti al mondo. Fin dalla sua apertura, il Museo di Preistoria di Terra Amata ha svolto un ruolo attivo nella diffusione delle conoscenze sulla Preistoria attraverso numerose iniziative.

Keywords
museo, Paleolitico inferiore, Terra Amata, Nizza, cultura scientifica.

 

p. 99 /The Prehistoric Museum of Terra Amata (Nice, France), a medium for scientific and cultural dissemination

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Il museo che accoglie: visitatori e affluenza nel sistema nazionale e calabrese
Gessica Fulciniti

Riassunto

In un’epoca in cui la cultura deve rispondere alle esigenze di una società in continua evoluzione, l’esperienza museale non può limitarsi a una visione classica meramente contemplativa dell’opera d’arte. Questo articolo analizza l’evoluzione del concetto di museo e offre una panoramica sull’andamento dell’affluenza nei musei italiani, con un focus particolare sulla realtà calabrese. La ricerca adotta un approccio descrittivo basato sull’elaborazione dei dati statistici forniti dal Ministero della Cultura (MiC) e dall’Istat, mettendo a confronto il sistema museale nazionale e quello regionale per evidenziarne differenze strutturali, gestionali e di fruizione. L’analisi rivela un significativo aumento dei visitatori, in particolare dei non paganti, grazie a iniziative ministeriali come la “Domenica al Museo”. In Calabria, pur persistendo difficoltà legate all’accessibilità fisica e digitale, emergono esempi di innovazione, come il Museo Multimediale Consentia Itinera, che integra patrimonio culturale e tecnologie immersive. Queste evidenze offrono spunti significativi per ricerche future volte alla costruzione di modelli museali sostenibili e attrattivi rivolti anche a un pubblico diversificato.

Parole chiave
musei calabresi, visitatore museale, istituti museali, MiC, Istat.

 
The welcoming museum: visitors and attendance in the national and Calabrian system

Abstract

In an era in which culture must respond to the needs of a constantly evolving society, the museum experience cannot be limited to a classic, purely contemplative view of the work of art. This article analyses the evolution of the concept of the museum and offers an overview of visitor trends in Italian museums, with a particular focus on Calabria. The research adopts a descriptive approach based on the processing of statistical data provided by the Ministry of Culture (MiC) and Istat, comparing the national and regional museum systems to highlight structural, managerial and usage differences. The analysis reveals a significant increase in visitors, particularly non-paying visitors, thanks to ministerial initiatives such as “Domenica al Museo” (Sunday at the Museum). In Calabria, despite persistent difficulties related to physical and digital accessibility, examples of innovation are emerging, such as the Consentia Itinera Multimedia Museum, which integrates cultural heritage and immersive technologies. This evidence offers significant insights for future research aimed at building sustainable and attractive museum models that also appeal to a diverse audience.

Keywords
Calabrian museums, museum visitors, museum institutions, MiC, Istat.

 

p. 112 /Il museo che accoglie: visitatori e affluenza nel sistema nazionale e calabrese

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L’ultima casa di Auguste Comte, ora museo
Giovanni Pinna

 
The last home of Auguste Comte, now a museu

p. 123 /L’ultima casa di Auguste Comte, ora museo

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p. 127 /Volumi consigliati

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